[vc_row][vc_column width=”2/5″][vc_single_image image=”2868″ img_size=”full”][vc_column_text]ISBN: 978-88-97374-34-3

AUTORE: MASSIMO RAFFAELLI[/vc_column_text][/vc_column][vc_column width=”3/5″][vc_column_text]

Marca Francese

Massimo Raffaeli raccoglie in questo volume il frutto di una ventennale, finissima scrittura sulla letteratura francese, frequentata, come afferma, da “autodidatta”, da un punto di osservazione – e di lettura – dichiaratamente eccentrico, periferico, già in quel riferimento alla “Marca” incastonato nel titolo. Un percorso di restituzione critica allertato, “rabelaisiano”, incardinato qui sulle figure speculari del gigantesco, incendiario Céline e dell’“impassibile testimone” Patrick Modiano, Premio Nobel 2014, passando, tra gli altri, per Rimbaud e Verlaine, Proust e Baudelaire, Zola e Queneau, Gide e Camus, Brasillach e Crevel, fino alla fascinazione per la poesia di Philippe Jaccottet. Un viaggio la cui rotta il lettore potrà disegnare strada facendo, pagina dopo pagina, libro su libro, accompagnandosi alla musica di Serge Gainsbourg, alle immagini di Truffaut e Renoir.

In copertina una fotografia di Mario Dondero.

«(…) Non è la Germania, né l’Italia, ma paradossalmente è la Francia, già culla della Decadenza e laboratorio permanente del cosiddetto Modernismo, a divenire presto l’incubatrice, la couche elettiva di ogni fascismo e della reazione secolare alla civiltà dei Lumi, è la Francia il luogo dove la barbarie secolare presenta i suoi precoci battistrada, i suoi testimoni e, all’opposto, alcuni inopinati redentori. Forse non è un caso che le sezioni topiche del libro siano dedicate l’una a Céline, che ogni orrore ha preteso di tradurre in musica, l’altra a Patrick Modiano, lo scrittore che ogni musica si è deliberatamente vietata mantenendo per sé la parte del cronista o del muto impassibile testimone. Nemmeno è il caso di ribadire, forse, come la barbarie secolare, mentre molti la credevano spenta o per sempre alle spalle, torni oggi a squadernarsi qui davanti a noi e in mezzo a noi, sguaiata e immonda.» (dalla Premessa di Massimo Raffaeli)[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]