“Con una erre” – Luca Guerini

“Con una erre” – Luca Guerini

Con una erre
14 €

Sinossi

Cinque testi teatrali da leggere come altrettanti romanzi da uno dei migliori autori teatrali italiani. La raccolta comprende:

                                                                                                           LE COSE CHE TI FANNO SENTIRE VIVO (RADICI E ALI) È un “giallo al contrario”: sappiamo, infatti, chi è l’assassino, ma non la vittima che sceglierà di uccidere.

                                                                                                  ARRIVERÀ L’INVERNO Una ragazza decide di lasciare il marito deputato per trasferirsi in campagna al seguito di un giovane pittore rivoluzionario.

                                                                                                           LA STANZA DEI GLICINI In una stanza chiusa tre personaggi si incontrano con un misterioso valletto, presto si scopre che si conoscono e sono legati alla casa di tolleranza di Antoine, distrutta da un incendio.

                                                                                                L’ULTIMO GIORNO DEL CIRCO A seguito di un infortunio la circense Audrienne viene ospitata da uno spasimante. Dicono che sia maledetta perché chiunque si innamori di lei muore, ma il loro sentimento è troppo forte.

                                                                                               NUMERO DELLA CAMERA Nel lago Champlain, tra Canada e Stati Uniti, vive un mostro preistorico, ma di lui è peggiore il mostro che vive in uno “scoglio sputato dalla Creazione” e si fa chiamare Paul Ridge.

“Le iguane non mi turbano più” – Dina Bellrham

“Le iguane non mi turbano più” – Dina Bellrham

Le iguane non mi turbano più
13 €

Sinossi

Le iguane non mi turbano più:
pensavo alla loro coda
e al mio collo
e alla morte.

Però una di esse mi sorrideva
-i gringo sicuramente pensavano alla giunga-
(ma era solo un parco)-

Traduzioni e note a cura diLorenzo Spurio Lorenzo Spurio.

                                                                                                    Questa pubblicazione, voluta e curata dal critico letterario Lorenzo Spurio, rappresenta la prima vera opera di traduzione in una lingua straniera della corposa opera della giovane poetessa ecuadoriana Dina Bellrham (e la prima versione in italiano), scomparsa prematuramente nel 2011. La poesia della Bellrham è sospesa tra un fosco presentimento della morte – quasi un dialogo continuo con l’oltretomba – e una tensione amorosa per la vita, la famiglia e la quotidianità dei giorni della quale, pure, non manca di mettere in luce idiosincrasie, violenze e ingiustizie diffuse. La critica ha parlato di una sorta di nuovo Barocco per la sua poesia dove coesistono terminologie specialistiche della Medicina e squarci visionari che fanno pensare al più puro surrealismo. Entrare in una poetica così magmatica e a tratti scivolosa per cercarne di dare una versione nella nostra lingua non è compito semplice, dal momento che la poetessa coniò – come il critico Siomara España annota nello studio preliminare – un suo codice linguistico particolarissimo, inedito, personale e multi-stratificato. Eppure è un tentativo sentito (e in qualche modo doveroso) frutto di quella “chiamata” insondabile che non si è potuto eludere.

“Parassiti della memoria” – Joan Josep Barceló i Bauçà

“Parassiti della memoria” – Joan Josep Barceló i Bauçà

Parassiti della memoria
13 €

Sinossi

proprio come siamo noi
facciamo l’amore
sotto i letto,
per non vederci
l’uno a l’altro

                                                                                                          Nella silloge di Joan Josep Barceló, “parassiti della memoria” si percepisce un’osmosi perfetta tra linguaggio sperimentale, lessico scientifico e costruzioni metaforiche. L’autore sembra quasi realizzare un film noir attraverso la proiezione di uno sfondo macabro e rivoluzionario che affiora dal subconscio.
Quest’opera è davvero “un urlo nella disabilità degli uomini“, un atto di forza metaforico, un voler squarciare l’invisibile velo di passività che avvolge l’umanità ostacolandone il coinvolgimento emotivo e personale.
Il poeta non usa infingimenti, né escamotages, tratta con estrema naturalezza i temi fondamentali dell’esistenza, facendo emergere quel demone che è in ognuno di noi.  Dalle immagini a volte reali, a volte oniriche, da quell’oscurità dell’anima, da quell’habitat misterioso dove il silenzio della ragione è offuscato dai parassiti della memoria, affiorano i conflitti dell’inconscio. (dalla prefazione di Anita Napolitano)

La forza dei deboli

La forza dei deboli

[vc_row][vc_column width=”2/5″][vc_single_image image=”3230″ img_size=”full”][vc_column_text]ISBN formato cartaceo 9788833284149

Prezzo 16,00

Pagine 352

Formato 15 x 21 – rilegato, con alette, con segnalibro ritagliabile

http://negozio.lemezzelane.eu/prodotto/la-forza-dei-deboli-carta

ISBN formato ebook 9788833284163

Prezzo 6,49

http://negozio.lemezzelane.eu/prodotto/la-forza-dei-deboli-ebook

Autore Alessandro Pucci

Progetto grafico Giuseppe Di Benedetto[/vc_column_text][/vc_column][vc_column width=”3/5″][vc_column_text]Giustizia e ingiustizia, liceità e illegalità, bene e male, sono spesso solo la forma esteriore del conflitto profondo tra forza e debolezza. Alla radice l’opposizione tra la forza e la debolezza che confondiamo con la guerra tra il bene e il male.

di Alessandro Pucci

Vivere significa agire, prendere decisioni, saper dare forza alle proprie scelte, avere il potere di scegliere.
Forza e potere sembrano qualcosa di necessario e positivo.
È davvero così?
Spesso chi ha potere tende ad abusarne, e spesso le ragioni della forza superano agevolmente la forza della ragione.
Non è complicato giudicare la forza e il potere come qualcosa di ambiguo e pericoloso.
Questo testo indaga alla radice l’opposizione tra la forza e la debolezza che confondiamo con la guerra tra il bene e il male. Giustizia e ingiustizia, liceità e illegalità, bene e male, sono spesso solo la forma esteriore del conflitto profondo tra forza e debolezza.
Parlare della forza dei deboli e della debolezza dei forti non significa giocare con le parole, ma mettere a nudo i lati oscuri del linguaggio e le contraddizioni dei valori che esso presuppone.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

Ogni momento il pensiero di te

Ogni momento il pensiero di te

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13 €

Agape, Phileo, Thelo, Storge, Eros, Xenia… tutte in un’unica raccolta. L’amore puro, appassionato, virtuoso, e poi il desiderio, l’ambizione, l’affetto, l’istinto sessuale, antico quanto il mondo che l’ha generato, straordinario, potente e infine la sofferenza, il dolore, la malinconia, la distanza.

di AA.VV. con la prefazione di Massimo Pasqualone e la postfazione di Rita Angelelli

Ma l’amore che cos’è? Tanti, forse troppi, hanno cercato, meditato, riflettuto, scritto, composto, pianto. Non vi è entronauta, ermeneuta, lirico, meditativo che non si sia cimentato con l’arcano. Certo: l’androgino, il mito di eros, privazione e povertà, tutti i “freud” e i “fromm” di questo mondo, ma – bisbiglia Saffo – “amore sconvolse il mio cuore come il vento sui monti aggredisce le querce”. (Prof. Massimo Pasqualone)

La stanza segreta

La stanza segreta

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 €

Se pensiamo che il mondo è retto dall’amore, agiamo in suo nome; e siccome a ogni pensiero segue un’azione, diventiamo ciò che pensiamo. L’amore è musica, è passione “Amori amanti… inafferrabili, senza abbandoni/che vanno oltre il sogno, le case, le cose”, è colore, è armonia, è rinuncia, libertà; è rispetto, è solidarietà “Lungo sterili scie di mari verdi/voi, viandanti per sempre, vi lasciate/sospingere così tra vento e sale/- senza rimpianti senza mai voltarvi -/nell’abbagliante sfarfallio di dolci/lusinghe e avide sfide senza tregue,/nell’umile sapore del sentirsi” è saper ascoltare senza giudicare, è comunicare senza parole, è un sorriso, è una carezza. L’amore è nelle piccole cose, nei piccoli gesti, nella vita semplice, nel mormorio del vento, nel profumo di una rosa, nei colori dell’arcobaleno; è nel mattino levigato dall’alba. Saper riconoscere queste piccole grandi cose, queste meraviglie, che sembrano tutte scontate, è un dono di cui il mondo oggi ha bisogno più che mai. Perché ci stiamo facendo sopraffare dalla fretta, dal culto dell’apparire, dal materialismo. L’anima dell’uomo si è indurita e noi non sappiamo più chi siamo. Nel nostro cuore non penetra più la luce che ci fa distinguere il bene dal male. “i sentimenti/che scorrono atterriti, disattenti,/lungo il sentiero senza suono, solo/con passi lievi inesistenti. Quasi/come un nonnulla.”
Come sono grandi gli uomini quando riescono ad essere semplicemente uomini e bimbi! Dobbiamo ritrovare la luce. La luce è l’unico tesoro che abbiamo; è l’energia che muove i nostri passi, è la possibilità di riconoscere chi ci sta vicino. Dobbiamo fermarci per riflettere, per non cadere. Basta solo perseverare nell’intento per poi godere della serenità, del giustapporre, nel piacere della sosta. Solo così si può affrontare qualsiasi tempesta, si può recuperare quell’umanità che è in noi e che oggi abbiamo smarrito tra l’indifferenza e il delirio di onnipotenza.“E queste mani sempre ancora vive,/eppure morte, alla ricerca cupa/di un senso, del tuo amor desiderato,/forse. O della perduta giovinezza./E che serbano ancora sensazioni/fantasticate intatte di infinito.”/