“La danza moderna educativa” – Rudolf Laban

“La danza moderna educativa” – Rudolf Laban

“La danza moderna educativa” di Rudolf Laban
19 €

Sinossi

“Anziché studiare ogni singolo movimento, si deve comprendere e mettere in pratica il principio stesso del muoversi. Questo approccio al materiale di danza implica una nuova concezione del movimento e dei suoi elementi.”

Con questo testo del 1948, considerato il fondamento di tutta la moderna visione educativa della danza, Rudolf Laban ha rivoluzionato il modo stesso di intenderne l’insegnamento. Presentando la danza come una pratica per formare ogni essere umano nel rispetto sensibile del suo corpo, della sua mente e delle sue emozioni, non si preoccupa di trasmettere all’allievo una serie di esercizi codificati, finalizzati alla corretta esecuzione di passi e sequenze, ma piuttosto di identificare dei temi attorno ai quali promuovere la ricerca di possibili principi universali del movimento. Tenendo in considerazione le caratteristiche motorie, cognitive e relazionali delle varie fasce d’età presenti nella scuola, l’autore propone sedici temi di movimento che diventano libere piste di lavoro attorno ad argomenti quali la consapevolezza del corpo, di peso e tempo, di spazio, flusso, del senso di gruppo, delle qualità espressive, delle forme del movimento, ecc. In questo modo Laban prospetta e definisce una visione della didattica articolata in maniera flessibile attorno al sapere del corpo: l’insegnante diventa così una guida che fa della propria consapevolezza corporea e della capacità di osservazione e di analisi del movimento, gli strumenti primari del proprio operato. La danza moderna educativa, come afferma nel testo l’autore, non dovrebbe riguardare “solamente gli insegnanti di attività fisiche, come la danza, la ginnastica o i giochi sportivi”, ma tutti coloro che sono impegnati nei processi di educazione e formazione di bambini e ragazzi.

Autore

Rudolf Laban (1879 – 1958). Danzatore, coreografo e maestro, è stato il padre della danza moderna europea. Intellettuale e ricercatore, ha operato tra Germania e Inghilterra, sviluppando una delle più complete teorie del movimento umano legato all’espressione ed elaborando un metodo onnicomprensivo di notazione, oggi comunemente noto come Labanotation. La sua analisi del movimento umano, degli elementi fisici che lo compongono e degli impulsi interiori che lo generano, ha avuto applicazioni, sia in ambito teatrale, sia in campo educativo e terapeutico ed è oggi alla base del lavoro di migliaia di artisti ed operatori nel mondo. Oltre a Modern Educational Dance (1948) e a The Mastery of Movement (1950), entrambi tradotti per questa collana, si ricordano tra i suoi scritti Die Welt des Tänzers (1920), Principles of Dance and Movement Notation (1956) e il postumo Choreutics (1966).

“Judson Dance Theater. Danza e controcultura nell’America degli anni Sessanta” – Rossella Mazzaglia

“Judson Dance Theater. Danza e controcultura nell’America degli anni Sessanta” – Rossella Mazzaglia

“Judson Dance Theater. Danza e controcultura nell’America degli anni Sessanta” di Rossella Mazzaglia
21 €

Sinossi

Il Judson Dance Theater è stato un collettivo di artisti, riunitisi per un paio di anni (1962-1964) a Greenwich Village, a New York, per sperimentare e dare forma a una nuova danza, da lì a poco riconosciuta come l’inizio della postmodern dance americana. Al suo interno, militarono nomi come Steve Paxton, Trisha Brown, Yvonne Rainer, Lucinda Childs e, tra gli artisti visivi, Robert Rauschenberg, Carolee Schneemann e Robert Morris. Attraverso una rinnovata socialità, l’azione creativa del gruppo diede vita a una controcultura di danza, in cui si manifestarono desideri e aspirazioni di un’America ancora in parte ignara delle proprie contraddizioni e in cammino tra la consacrazione patinata del modello capitalistico degli anni Cinquanta e la ribellione dei movimenti politici e culturali del anni Sessanta. Il laboratorio e l’incontro democratico dei suoi partecipanti, il loro dialogo con un pubblico e una critica partigiani, l’originale processo compositivo e performativo e la costruzione di un corpo danzante spogliato da tecnicismi e codici produssero un’esperienza estetica e umana radicale, contraddistinta da strascichi modernisti e dalle prime istanze postmoderne.
Questa monografia ne propone una visione inedita, integrando temi e approcci metodologici differenti entro una prospettiva storiografica spuria, che mostra il legame tra le pratiche creative e la rappresentatività del Judson Dance Theater nella storia culturale americana.

Autore

Rossella Mazzaglia è storica della danza; insegna e svolge attività di ricerca all’Università di Bologna, dove nel 2004 ha conseguito il dottorato di ricerca in Studi teatrali e cinematografici in cotutela di tesi con l’Université de Paris 8. Ha pubblicato numerosi saggi sulla danza del Novecento, una monografia sulla coreografa americana Trisha Brown (L’epos, 2007); ha curato un numero monografico di “Culture Teatrali” su Danza/900 (2006) e con Adriana Polveroni i testi del volume Trisha Brown. L’invenzione dello spazio (Gli Ori, 2010).

“Pina Bausch / Le coreografie del viaggio” – Roberto Giambrone

“Pina Bausch / Le coreografie del viaggio” – Roberto Giambrone

“Pina Bausch / Le coreografie del viaggio” di Roberto Giambrone
 €

Sinossi

Attraverso l’analisi degli spettacoli che la coreografa tedesca Pina Bausch ha realizzato ispirandosi a diverse città del mondo, l’autore traccia un profilo inedito e sfaccettato degli ultimi vent’anni di attività della più importante e celebrata esponente del Tanztheater tedesco. Interpretando il viaggio della Bausch come percorso di conoscenza e come specchio di una sensibilità interiore, il libro propone spunti di riflessione che estendono il discorso sulla danza alla letteratura, al cinema, all’antropologia e alla storia culturale.

L’esperienza ricca e stratificata del lavoro di Pina Bausch sulle città e il suo singolare metodo di lavoro, basato sul coinvolgimento dei danzatori nella creazione, sono raccontati attraverso l’analisi dei singoli spettacoli e di Palermo Palermo in particolare, attraverso le testimonianze raccolte dall’autore, le analisi critiche e le fotografie di Francesco Carbone.

Mentre nuove generazioni di coreografi si stanno imponendo sulla scena internazionale del Teatrodanza, questo saggio ribadisce l’incontrastato magistero di Pina Bausch e aiuta a comprendere uno scenario in continua trasformazione.

Autore

Roberto Giambrone, giornalista professionista e critico di teatro e danza. Collabora con “La Repubblica – Palermo” e “Danza & Danza”. Ha curato diverse rassegne e pubblicazioni sul teatro e la danza. Dirige l’Ufficio Stampa e l’attività editoriale del Teatro Biondo Stabile di Palermo.

Francesco Carbone, fotografo professionista dal 1972, dopo aver collaborato con la De Laurentiis Movie Production, si è dedicato alla fotografia di teatro e danza. Dal 1980 segue e fotografa gli spettacoli di Pina Bausch in giro per il mondo. Ha pubblicato numerosi cataloghi e ha esposto le sue fotografie in diverse mostre internazionali.

“Danza, cultura e società nel Rinascimento italiano” a cura di Eugenia Casini Ropa e Francesca Bortoletti

“Danza, cultura e società nel Rinascimento italiano” a cura di Eugenia Casini Ropa e Francesca Bortoletti

“Danza, cultura e società nel Rinascimento italiano” a cura di Eugenia Casini Ropa e Francesca Bortoletti
23 €

Sinossi

La storiografia più recente riconosce la danza come crocevia di apporti culturali complessi e intrecciati, luogo d’incontro di pulsioni biologiche e culturali che si manifestano in tecniche del corpo, deposito di visioni filosofiche, usi sociali, tradizioni rituali e che pretendono un’esplorazione penetrante e multidisciplinare, mettendo in gioco, accanto a quelli tradizionali, strumenti propri degli studi sulla cultura. La danza del Rinascimento italiano acquista, cosè, uno spessore e una ricchezza di sfaccettature spesso ignorate o impreviste, che inducono all’individuazione di nuove fonti o ad una rilettura di quelle canoniche e si rivela oggetto e indicatore culturale di rilevanza ancora non pienamente esplorata e valutata.
Gli studi di questo volume spingono il fulcro del loro interesse oltre la pura analisi e interpretazione delle fonti trattatistiche e descrittive della danza di corte, di solito prevalentemente studiate con intenti ricostruttivi, come testimonianze di gusto e di stile elitario di un’epoca illustre e come nuclei generativi della futura arte del balletto. Partendo proprio dai depositi di memoria costituiti dai trattati quattrocenteschi, intraprendono una non agevole ma illuminante indagine sugli uomini – trattatisti e maestri – e sui loro ambienti, cosè come sui diversi contesti sociali e culturali e le loro interazioni nella concezione, nella pratica e nella trasmissione della danza. Travalicando l’ambito puramente cortigiano, i saggi si inoltrano è con l’individuazione e l’analisi di fonti alternative, scientifiche, letterarie e iconografiche è in territori meno documentati della vita e della cultura, delle credenze e delle conoscenze, della professionalità e degli usi festivi e quotidiani di classi meno privilegiate, dove le competenze culturali si presentano assai più sfumate e mediate e la danza riacquista più marcate valenze antropologiche.

Opera dei maggiori studiosi italiani di danza rinascimentale, i saggi qui raccolti, pur nella varietà degli sguardi che propongono, sono organizzati in modo da trascorrere da un ambito all’altro della riflessione storiografica, quasi senza soluzione di continuità di pensiero. Completato da una vasta bibliografia degli studi internazionali sulla danza rinascimentale, il volume si offre come strumento prezioso di conoscenza della cultura della danza – e della cultura in sè – tra la seconda metà del Quattrocento e i primi decenni del Cinquecento.

“Danze plurali/l’altrove qui” – Elisa Guzzo Vaccarino

“Danze plurali/l’altrove qui” – Elisa Guzzo Vaccarino

Danze plurali/l’altrove qui di Elisa Guzzo Vaccarino
5 €

Sinossi

Nel terzo millennio gli equilibri geopolitici del globo sono in piena mutazione e anche quelli culturali ed estetici. Il che vale su tutti i fronti, arti del corpo e della scena comprese. Il nostro balletto classico e la nostra danza contemporanea finora tacitamente ritenuti le forme più elevate, esemplari, di espressione corporale codificata si confrontano oggi da vicino con le danze “altre”, senza più tentazioni e fascinazioni esotiste, come nei secoli scorsi. Tutto convive oggi in tempo reale in una nuova dimensione di “altrove qui”. Le migrazioni planetarie, autorizzate o clandestine, stanno modificando in tutta evidenza il profilo delle popolazioni in tutti i paesi del mondo. Il crogiolo multietnico USA, nei suoi aspetti premonitori positivi e negativi, ha fatto da battistrada agli infiniti incontri/scontri di civiltà- religioni incluse- che oggi serpeggiano in Europa, senza contare gli effetti della caduta del Muro di Berlino con le turbolenze in atto a Est, nei paesi postcomunisti, dalla Mitteleuropa fino ai confini dell’Asia. In questo panorama mobile, che si riflette in quello delle creatività più avvertite, alcune figure di prua della coreografia mondiale sono portatrici significative di un potenziale innovativo che nasce dalla fusione di più culture, tutte autenticamente possedute: Saburo Teshigawara, giapponese a Berlino, Shen Wei, cinese a New York, Akram Khan, indiano a Londra, Sidi Larbi Cherkaoui, marocchino fiammingo. La loro creatività aperta, curiosa, intelligente, emozionante si presenta come un modello vincente e prezioso di scambio e di scoperta, di comunicazione e comprensione.

Autore

Elisa Guzzo Vaccarino, laureata in filosofia, formata alla danza contemporanea, si occupa di balletto e di danza da trent’anni scrivendo per quotidiani, periodici, programmi di sala e cataloghi d’arte, parlando alla radio, realizzando programmi televisivi e mostre, insegnando all’Università e in scuole professionali, ballando il tango argentino.